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Bombe ecologiche (di Piero Mangione)

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Piero Mangione (CGIL). "La provincia di Agrigento non risulta devastata solo dall’assalto del cemento, spesso impoverito, come ci raccontano le cronache sull’ospedale San Giovanni di Dio ed il tunnel della valle dei templi.
I centri storici sono stati sfigurati dagli egoismi dei proprietari delle case e dagli imprenditori rapaci. Il mare, ad eccezione di Menfi, non è offribile alla competizione turistica regionale e mediterranea per i tassi di inquinamento derivati dall’assenza dei necessari impianti di depurazione.
L’elenco potrebbe continuare ma l’elemento più grave per l’economia e per le persone è dato dall’inquinamento del suolo, del sottosuolo e dell’aria, provocato dalle discariche di rifiuti di ogni tipo che il territorio agrigentino ospita.
La CGIL ha presentato un dossier su 19 “bombe ecologiche” sovrastate dalla lobby del silenzio.
Ha denunziato, insieme ad alcuni coraggiosi lavoratori, l’appaltatore Calogero Traina di Cammarata, a cui ha fatto seguito l’azione della stazione locale dei carabinieri, che ha riscontrato il sotterramento di rifiuti in area non autorizzata e non attrezzata.
Ha dato luogo ad incontri col Prefetto Pezzuto e con l’Amministrazione Fontana, sino al determinarsi di un censimento di oltre 50 discariche abusive e dell’impegno di intervento dell’Assessorato provinciale al Territorio a chiamare in causa le Amministrazioni comunali che non avevano, a quella data, predisposto il Piano di caratterizzazione dei materiali illegalmente conferiti e, quindi, a procedere al loro risanamento, utilizzando i fondi disponibili ed inerti dell’Agenzia regionale.
Sulla discarica di Monserrato si è parlato come di un sito dove sarebbero finite scorie pericolose provenienti dal petrolchimico di Priolo, ma, poi, le verifiche pare che abbiano..."


(continua...)