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Ecomafie e navi con rifiuti nucleari: minacce di morte al giornalista Lannes

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"Le responsabilità del Governo nella vicenda delle navi dei veleni sono ormai note e palesi, ma adesso vengono fuori i nomi di possibili responsabili diretti, come Gaetano Pecorella. Spero che la magistratura voglia intervenire tempestivamente aprendo un'indagine accurata".

Lo dice Sonia Alfano (IdV), in merito alle indiscrezioni secondo cui il parlamentare del PdL sarebbe direttamente coinvolto negli inabissamenti di navi contenenti rifiuti tossici e materiale radioattivo. "Secondo la documentazione ufficiale reperita dal giornalista Gianni Lannes, ripetutamente minacciato di morte per l'inchiesta che sta portando avanti -prosegue- Pecorella si sarebbe opposto al rinvio di containers carichi di materiale inquinante e radioattivo arrivati da Israele e dalla Turchia in Italia". Lannes accusa apertamente Pecorella di aver favorito i mafiosi che trafficano rifiuti pericolosi. "Questa prospettiva è terribile intanto per la salute pubblica -sottolinea Sonia Alfano- e poi perchè Pecorella è presidente della Commissione bicamerale 'Ecomafie', ovvero quella commissione che dovrebbe tutelare il territorio italiano da traffici illeciti di rifiuti e indagare a fondo sulle navi dei veleni".

 

Gianni Lannes è un giornalista pugliese, in seguito all'apertura del suo giornale on line e alle sue scupolose indagini, in cui spesso vengono ad essere coinvolte delinquenza organizzata e politica, il giornalista (e anche persone che fanno parte dell'organico della redazione) subisce minacce e una serie di attentati da parte della mafia,  ma secondo lo stesso Lannes pare che vi siano implicati anche "servizi segreti non deviati". Sull'edizione de Il Fatto Quotidiano del 28 novembre 2009 si legge « Gianni Lannes è un giornalista che fa nomi e cognomi. A giugno ha aperto un giornale online di informazione, con sede a Orta Nova, in provincia di Foggia. Ha subito minacce e tre attentati: il 29 giugno, a due settimane dall'apertura, la prima lettera di minacce. Poi, a inizio luglio, un'esplosione fa saltare in aria la sua automobile. Il 23 luglio vengono manomessi i freni della sua nuova auto [rischiando la vita] [...] I primi di novembre, ancora, un attentato incendiario gli distrugge l'ennesima automobile [...] »


Dopo varie insistenze eluse per avere una scorta, "almeno per la sua famiglia", il giornalista a cominciare dalle ore 15 del 22 dicembre del 2009 ottiene l'assegnamento di una scorta della Polizia di Stato. Per poter continuare a lavorare Lannes si vide così costretto, dopo il congelamento, a fondare un suo giornale online, Italia Terra Nostra.

Ed ecco cosa scrivono nello stesso quotidiano (Italia Terra Nostra) in un articolo del 12 maggio 2010: "E’ successo ancora stanotte dopo una convulsa giornata a Roma (11 maggio), nella sede di Maricogecap (Comando generale delle guardie costiere) con l’ammiraglio Pollastrini che da mesi non si fa trovare e pretende per l’intervista domande anticipate, regolarmente inviate dal cronista. Allora, considerato il pericolo e le minacce dirette, anzi palesi, possiamo anticipare all’opinione pubblica il coinvolgimento diretto di Gaetano Pecorella, attuale presidente della Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti, detta altrimenti “ecomafie”. Altro che conflitto di interessi. Abbiamo legalmente ottenuto copia di documentazione inerente l’arrivo in Italia di container (MSCU 252503/6) provenienti in particolare da Israele – sbarcato da nave MSC San Francisco – e perfino dalla Turchia, contenenti rifiuti metallici contaminati radioattivamente. In una nota dello studio dell’avvocato professore Pecorella, lo stesso prende le difese di noti ecomafiosi intercontinentali. Le misurazioni radiometriche parlano chiaro: “…Poiché le misure di irraggiamento risultavano superiori alla fluttuazione media del fondo ambientale locale di radiazioni, … è stata data comunicazione alla Prefettura … affinché il carico venisse restituito…”. Pecorella però si è opposto, legalmente si intende. Questa è solo la classica punta dell’iceberg".