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Vogliono trivellare a 2km dalle nostre coste alla ricerca di petrolio

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Vogliono trivellare le nostre coste. C'è il rischio che possa ripetersi un'altra tragedia ambientale come quella del golfo del Messico che ha inondato le coste americane di petrolio? E' la domanda che si è posto Ignazio Messina, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati.

"Chiediamo al governo maggiori controlli su progetti e società che operano nel settore energia” afferma Messina, che ha presentato un’interrogazione su un permesso di ricerca idrocarburi chiesto dalla società San Leon Energy srl di Monteroni di Lecce, che autorizzerebbe trivellazioni a solo 2 km dalle coste di Sciacca, Menfi e Castelvetrano in uno dei bei mari, bandiera blu, della Sicilia.

Il deputato, che è anche commissario IdV per la provincia di Agrigento, prosegue: “Con la tragedia ambientale del Golfo del Messico ancora in atto, monito degli elevati rischi connessi agli impianti di estrazione di idrocarburi off-shore, ben tre ministri autorizzano una piccola società a responsabilità limitata, con un capitale sociale di appena 10.000 euro, a compiere trivellazioni, peraltro in zona altamente sismica e vicino ad un vulcano marino attivo, mettendo a repentaglio le coste e l’economia di un intero territorio che vive prevalentemente di pesca e turismo.”

In momento in cui le indagini della magistratura stanno portando alla luce collusioni ed intrecci di interesse tra mafia e società che operano nel settore energetico, Italia dei Valori chiede maggiore trasparenza su un settore a forte attrazione di capitali. L’ambiente è un patrimonio su cui non possiamo permettere speculazioni e i pericoli di uno sfruttamento scellerato del territorio possono essere irreparabili. È assurdo – conclude Messina -che una società di appena 10.000 euro di capitale sociale possa essere autorizzata a portare avanti progetti ad alto rischio, vogliamo perciò capire cosa c’è dietro questa operazione e chi si cela dietro la San Leon Energy”.

 

Ma chi sono questi della San Leon Energy? Il sito internet ufficiale della società parla di "un gruppo internazionale di aziende concentrate nella prospezione e produzione  petrolifera e di gas in America Settentrionale, Marocco ed Europa. Grazie ad un accordo sulle royalty, il Gruppo ha diritto alle royalty  provenienti da una licenza di produzione con Contingent Resources nel Mare del  Nord olandese attraverso la propria filiale San Leon (Paesi Bassi). Inoltre, tramite la  filiale San Leon (Marocco), il Gruppo operacon una licenza di prospezione  onshore ed è inoltre partner in un'uguale licenza. San Leon (USA) conduce inoltre una  campagna di trivellazione in Nebraska, negli Stati Uniti. Nel complesso, gli interessi della licenza  rappresentano un'area combinata che copre 35.297 km2.  Il gruppo ha  inoltre acquisito interessi esclusivi in Italia, nella valle del Po e a largo  delle coste della Sicilia". Fin qui la descrizione della società che avrebbe, secondo l'on. Messina, appena 10.000 euro di capitale sociale.

Ecco come descrivono quelli della San Leon, invece, i giacimenti siciliani: "

  • Tre richieste di concessione offshore approvate al largo della costa siciliana

SLE ha ottenuto con grande successo tutte e cinque le concessioni richieste in Italia. Sebbene due delle concessioni fossero molto richieste, il ministero italiano ha optato per San Leon Energy SRL a gennaio 2009. Il Gruppo è stato soggetto alla due diligence CIRM per quanto riguarda la solidità tecnica e finanziaria dell’azienda ed è risultato vincente in una gara di appalto contro due affermate aziende statunitensi. Le concessioni comprendono tre opportunità offshore nei pressi della Sicilia e due nella Val Padana.

Fugro Robertson ha recentemente completato una valutazione del giacimento di petrolio Narciso di San Leon ed ha indicato una media di 7 MMBO. La presenza di petrolio è stata accertata dall’ENI (ex AGIP) nel 1986. Il pozzo Narciso ha prodotto 315.579 BO (43.230 tonnellate di petrolio) in seguito a due prove di produzione verso la fine del 1985 e ulteriori 500.000 BO all’inizio del 1986. Il ministero ha approvato la richiesta di AGIP per la produzione di petrolio dal giacimento Narciso nell’aprile 1986; tuttavia, a causa del prezzo del petrolio di € 10 al barile, l’intera produzione è risultata essere antieconomica. Negli anni ’90 il sito è stato abbandonato in seguito alla scadenza della concessione.

Le concessioni comprendono tre opportunità offshore in Sicilia e due nella Val Padana. Le richieste sono pubblicate nel BUIG italiano.

Le opportunità siciliane comprendono:

  1. D352 CR-SL copre un’area di 358,5 km2 situata a Ovest della Sicilia, nella zona C del Canale, a sud delle Isole Egadi.
  2. D353 CR-SL copre un’area di 226,2 km2 situata a sudovest della Sicilia, nella zona C del Canale.
  3. D354 CR-SL copre un’area di 482,5 km2 situata a sudovest della Sicilia e in prossimità della costa, nella zona C del Canale.

La concessione D352 CR-SL comprende il giacimento Narciso esistente, oggetto dei record relativi al “Rapporto al Comitato tecnico per gli idrocarburi, Roma, 04/04/1986”. Fugro Robertson ha recentemente completato una valutazione di tale giacimento per San Leon ed ha indicato una media di 7 MMBO. La presenza di petrolio in questo sito è stata accertata dall’AGIP nel 1986.

Sono stati trivellati i pozzi Narciso 1 e 2, i quali hanno prodotto petrolio con gravità da 21° a 25° API da un giacimento in calcare fossilifero oligocenico, penetrato ad una profondità di 787,6 m.

Vari sondaggi esplorativi, identificati su una carta sismica 2D, seguono la tendenza dei giacimenti Norma, Naila e Nilde, a Sud-Ovest della concessione, e Narciso, pure situato sulla concessione. Durante i tre periodi esplorativi della concessione ENI originale, sono state condotte nove campagne sismiche. La concessione D353 CR-SL si trova a sudovest della concessione Narciso e appena ad est dei giacimenti petroliferi Norma, Naila e Nilde."