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Quante famiglie in provincia come i Bellavia?

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Favara si stringe alla famiglia Bellavia in un abbraccio ideale nella Chiesa Madre ove si sono celebrati questa mattina i funerali di Chiara Pia e Marianna, le due bimbe rimaste uccise dal crollo della palazzina dove abitavano.

Una folla commossa ha riempito la Chiesa; esternamente, nella piazza antistante il luogo di culto, circa tremila persone hanno voluto, sotto una pioggia incessante, testimoniare con la loro presenza affetto e solidarietà nei confronti dei familiari. Sono state vietate alle telecamere e ai fotografi scatti e riprese inopportune per evitare una spettacolarizzazione di una tragedia che ha scosso le coscienze degli agrigentini e non solo; nella sua omelia, l’arciprete di Favara, Mimmo Zambito, ha sottolineato come la cittadina sia “un luogo generoso ma disgraziato.

A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso - ha continuato - a chi nel popolo fa una fatica incredibile anche se con estrema dignità, alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso" I genitori, Giuseppina Bello e Giuseppe Bellavia hanno assistito alla messa sorretti da amici e parenti con la madre che continuava a baciare le due bare dinanzi l'altare. Alcuni fedeli hanno accusato malori durante la messa e sono stati trasportati in ambulanza.

Presente il sindaco Russello che ha rimarcato polemicamente la mancata celebrazione della funzione da parte dell’arcivescovo di Agrigento, Montenegro il quale ha ribadito la volontà di non “celebrare dei funerali annunciati” riferendosi alle condizioni di degrado e di pericolo dei centri storici agrigentini "Non celebrerò funerali di vittime dell'incuranza. Chi di dovere deve provvedere per evitare queste tragedie" le parole provocatorie del reggente della Chiesa agrigentino, nei confronti della politica locale, regionale e nazionale sono da monito.

Va ricordato che da mesi, nel capoluogo, si dibatte per le vie di fuga del centro storico; a nostro giudizio invece di criticare l'operato dell'Arcivescovo, che ha preferito rimanere tra la gente ed assistere alla santa messa come un semplice cittadino, il sindaco Russello avrebbe dovuto pensare prima ai suoi concittadini. Avrebbe dovuto provvedere prima a chi sta peggio nel suo paese, a chi aveva fatto delle richieste per avere quegli alloggi popolari che ora sono distrutti dall'incuria della politica; avrebbe dovuto attivarsi per rifare le graduatorie per l'assegnazione delle case. Cosa lo ha fermato e perché? Spieghi ai suoi concittadini.

Intanto è stato istituito, dal comune di Favara, un conto corrente bancario per le donazioni alla famiglia Bellavia-Bello in gravissime difficoltà economiche. Il codice IBAN è IT 85 X 01030 82930 00000 4204734. Per i residenti all’estero il codice BIC è PASCITM1AG4; invitiamo tutti a sostenere la famiglia anche con un minimo contributo. Anche il presidente della Regione, Lombardo, ha manifestato la volontà di aiutare papà Giuseppe, attualmente disoccupato, trovandogli un lavoro.

Un’occupazione che cercava da anni e che avrebbe consentito alla famiglia di vivere decentemente; dopo la disgrazia, probabilmente, Giuseppe Bellavia avrà finalmente una casa, un lavoro e qualcosa per ricominciare. Ma a che prezzo. Perché solo ora, dopo una tragedia che si sarebbe potuta evitare? Quante famiglie oggi a Favara o nell'intera provincia sono nelle stesse condizioni della famiglia Bellavia? Queste sono le domande che deve porsi la politica agrigentino; queste sono, nel frattempo, le risposte che hanno ottenuto: due angeli volati in cielo e un padre e una madre che dovranno lottare per cercare di ricominciare una vita insieme al fratellino, Giovanni, unico figlio superstite della tragedia.

Intanto continua il nostro sondaggio che ha suscitato qualche polemica con alcuni lettori. Abbiamo aggiunto anche due nuove voci nel sondaggio: Vecchie amministrazioni e proprietario dell'immobile. Noi il sondaggio lo lasceremo ancora per una settimana. Sarete voi a giudicare, scegliere e commentare, noi non siamo giudici di niente e di nessuno come qualcuno, invece, ha sostenuto. Ma vogliamo capire, comprendere e farvi partecipi delle nostre osservazioni. Continuate a seguirci.