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Dalla nostra Lira alla “loro” mira: cosa è cambiato dal 2002?

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C’era chi la paragonava alla pila Duracell o alla carta igienica Scottex, proprio perché “non finiva mai”. Ci ha tenuto la mano nelle decisioni più importanti affiancando i nostri sogni e, nonostante gli acciacchi per la matura età, ci è sempre rimasta fedele come una compagna di vita alla quale affidi il tuo futuro, le tue speranze. Qualche volta ha fatto a botte con le sue “colleghe” rivali, ma poi si è sempre rialzata con la stessa fierezza e con lo stesso orgoglio dai quali ha partorito le nostre idee, la nostra storia.

Ma poi è arrivato lui, l’Euro, a convincerci della sua forza e della sua potenza e in soli due mesi, prima affiancando la Lira poi schiacciandola, è riuscito a confutare, con la medesima abilità, quel detto comune secondo cui “Meglio un male sperimentato che un bene ignoto”.

Perciò noi abbiamo preferito rischiare, scoprire quel bene ignoto che doveva garantirci stabilità economica e una forte competizione finanziaria contro le altre monete come il Dollaro o come lo Yen, riuscendo a garantire con la Banca Centrale Europea (Bce)  uno “scudo di protezione” per i paesi aderenti.

Ma è stato veramente così? O aveva ragione la Lira a suggerirci di non cambiarla, di rimanere uno Stato a moneta sovrana?

Si,  proprio così: prima del 2002, ovvero prima dell’entrata in vigore dell’Euro e dell’adesione anche dell’Italia all’Unione Europea, il nostro paese era uno Stato a moneta sovrana e come tale si avvaleva di una serie di vantaggi che oggi non possiede più così come tutti gli altri paesi dell’Eurozona. (Ad esclusione di quelli che mantengono la loro moneta, il dollaro per es.)

Ma cosa significa a moneta sovrana? Ebbene si dice “moneta sovrana” quella moneta che:

·         E’ di proprietà dello Stato che la emette.

·         Non è convertibile, ovvero non può essere scambiata con oro e metalli preziosi. (Vedi Golg Standard e decisione di Nixon, 1971)

·         Non deve essere cambiata più a un tasso fisso con altre monete. (Vedi Floating)

Una volta chiarito ciò, è importante comprendere che uno Stato a moneta sovrana non spende come i cittadini che devono risparmiare per acquistare, cioè non deve lavorare per ricevere denaro. Infatti esso può creare ricchezza al netto nella società ( significa che ad un creditore non corrisponde un debitore, perciò il guadagno è netto) semplicemente emettendo denaro dal nulla, cioè inventandosi un credito in numeri con un semplice click in una tastiera e accreditando i conti correnti (c/c) di coloro che gli offrono servizi o beni.

Questi ultimi allora conserveranno i propri conti correnti presso le loro banche che si arricchiranno e utilizzeranno quei soldi per comprare ad esempio titoli di Stato che frutteranno. Perciò quando esse acquistano tali titoli, lo Stato si riprende indietro i soldi creati da se stesso e le banche hanno un titolo nelle loro mani con l’unica differenza data dagli interessi che lo Stato pagherà con lo stesso procedimento del “creare denaro”. Questo procedimento si chiama SPESA A DEFICIT POSITIVO  dello Stato a moneta sovrana e consiste nello “spendere acquistando più di quanto si incassa, cioè versando più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse”. (Vedi  Modern  Money Theory, MMT)

Naturalmente tutto questo aumenta il PIL (Prodotto interno lordo) del paese cioè la sua ricchezza e contribuisce a creare posti di lavoro, benessere sociale e vantaggio per le piccole-medie imprese e aumenta le entrate fiscali che vanno a diminuire il Deficit in un circolo integro.

Ma cos’è il deficit? E’ un debito? No, per lo Stato a moneta sovrana esso non costituisce un debito anzi!

Esistono il Debito Pubblico, il Deficit di bilancio e il Debito estero: la differenza tra la spesa di uno Stato e il suo guadagno è detto deficit; la somma dei deficit in diversi anni è detto debito pubblico, mentre quello estero è parte del debito pubblico che lo Stato deve ad altri paesi. Secondo la spesa a Deficit Positiva quindi uno Stato può creare ricchezza senza dover andare a bussare alla porta di nessuno per il semplice fatto che la sua capacità di creare denaro è illimitata: ma come la mettiamo con l’inflazione?

Essa avviene quando circola troppo denaro con pochi prodotti, ovvero troppo denaro andrebbe a finire nelle mani di pochi; l’inflazione viene allora combattuta tassando i cittadini in modo tale da regolare tale flusso così da riprendersi, lo stato, in minima parte il denaro emesso.

E le tasse non dovevano servire a pagare i servizi che lo Stato moderno ci rende? Ovvero sanità, istruzione, sicurezza militare… No. Esse servono soltanto ad evitare l’inflazione, perché allo stato a moneta sovrana basterebbe nuovamente ricreare denaro che aumenterà il Pil, che incrementerà le entrare e che diminuirà il deficit.

Un esempio di tutto ciò si ebbe con Roosevelt e Truman in America, quando Washington aveva un deficit di bilancio del 25 % del Pil e si creò una tale ricchezza ricordata come il periodo più prospero del paese.

Oggi , ed esempio, anche la Cina viaggia con il 200 % di deficit del Pil senza suscitare preoccupazione proprio perché può produrre Yen quanto le pare! Mentre la Grecia viene declassata (dalle agenzie di rating) per poco più della metà. Allora dove sta la differenza?

Sta nel fatto che oggi i paesi dell’UE non possono più usufruire della spesa a deficit positiva (con il Patto di Stabilità che vieta di superare il 3% Pil) poiché usano una moneta che non è loro ma che è prestata dalla Bce la quale, una volta emessa, la affida a privati che ci speculano arrivando al SIGNORAGGIO.

Ecco che Italia, Francia, Spagna, Grecia ecc. ritornano a spendere come il cittadino che, per trovare i soldi, deve produrre e sottostare a qualcuno: In questo caso i paesi europei non possono trovare più il denaro creandolo per offrirci i servizi, perciò lo fanno tassandoci sempre di più, finché non si indebitano a tal punto da chieder ai mercati capitali dei prestiti ai quali si aggiungono tassi d’interesse altissimi arrivando poi al RISANAMENTO DEI CONTI. Ovvero l’Ue consiglia (o impone?) allo Stato di tagliare sui servizi come assistenza-previdenza sociale-sanità con conseguenze disastrose come quelle che vediamo oggi.

Adesso il Deficit non è più un Credito per i cittadini ma un debito, proprio perché, se prima lo stato di indebitava con se stesso oggi lo fa con compagnie o gruppi privati, i cosiddetti GLOBOCRATI come il Club Bilderberg (1954), la Commissione Trilaterale (1973), il world Economic Forum (1971) e l’Aspen Institute (1950). E’ curioso però il fatto che queste elite Neoliberaliste, le quali si riuniscono segretamente per decidere del destino di tutta l’Ue e dello sprofondamento di tutte le democrazie nazionali, portano i nomi italini di: Mario Draghi, Mario Monti (Bilderberg, Aspen e Trilaterale), Emma Marcegaglia, Lucia Annunziata, Giuliano Amato, Corrado Passera, Giulio Tremonti, Tommaso Padoa-Schioppa, Enrico Letta, Franco Bernabè, Paolo Savona e non ultimi Romano Prodi e Carlo A. Ciampi.

Nonostante tutto, fu poi Berlusconi, tra il 2001 e il 2006, a “ proporre all’Ue una misura che escludesse dal calcolo del deficit pubblico le spese per le strade, i computer scolastici, infrastrutture” ecc. ma venne subito attaccato dalla sinistra di Di Pietro e PD che accolsero ad occhi chiusi il trattato di Lisbona, consegnandoci a quella che è la distruzione della nostra sovranità monetaria e legislativa. (Vedi la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale)

Non è curioso il fatto che la potente Commissione Europea governa le direttive sovranazionali nonostante non è eletta da nessuno? E che il Parlamento europeo, che invece è eletto dal proprio paese, non ha alcun potere di proporre leggi in sede Ue?

PERCHE’ ALLORA, SE AVEVAMO TALI PRIVILEGI, ABBIAMO ACCETTATO L’EURO?

C’è chi sostiene di essere stati salvati, ma da cosa? Ricordiamo che la Germania era già entrata a far parte dell’Ue prima di Italia e Spagna, le quali potevano benissimo approfittarne svalutando lira e pesetas in modo tale da aumentare le esportazioni (rendendola più economica per i paesi esteri, vedi discorso di Bill Mitchel), ma ciò andava contro gli stessi interessi tedeschi che convinsero gli altri paesi ad aderire. Perché?

Oggi la Germania è uno tra i paesi fortissimi nel campo dell’EXPORT internazionale con un aumento del 35% della produttività in soli 5 anni proprio perché sfrutta manodopera a basso costo (es. Cina) cioè gente disoccupata disposta a turni disumani pur di vivere: questa disoccupazione è stata creata per tale scopo.

E poi diciamolo chiaramente. La disoccupazione, oltre a favorire maggiori profitti per le corporations, non è forse l’arma comoda per alcuni politici ai quali piace giocare su tale disastro promettendo posti di lavoro inesistenti a gente disperata? Non è forse  il campo su cui giocano gli speculatori?

Insomma, noi occidentali che abbiamo affondato le nostre radici storiche con la formazione delle varie monarchie nazionali, che ci siamo distinti gli uni dagli altri formando leggi diverse, tradizioni diverse, monete diverse.. Come possiamo accettare tutto ciò?

Siamo all’oscuro come abitanti di un piccolo angolo della terra, eppure costituiamo gran parte del globo terrestre; ma soprattutto siamo poco informati su quelle che erano e sono le loro MIRE, ovvero quelle di privarci di ogni senso di coesione sociale o interesse comune, di intrappolarci in un sistema senza uscite governato da potenze che, al contrario di tutti gli –ISMI (comunismo, nazismo, fascismo ecc..) si manifestano implicitamente, come forze nascoste che agiscono sotto la comune maschera della “Democrazia”.

Roberta Barone